Bond ladder con BTP: come costruire una scala di scadenze per il reddito fisso
Bond ladder con BTP: come costruire una scala di scadenze per un reddito fisso stabile, con tassazione al 12,5% e zero rischio di credito.
venerdì, 25 settembre 2026

Centomila euro, nessuna voglia di rischiare
Roberto ha sessantatré anni, è appena andato in pensione e ha 100.000 euro in un conto deposito che sta per scadere. Non vuole azioni: la sua fase è quella di incassare, non di far crescere il capitale. Vuole però qualcosa di meglio del semplice rinnovo del vincolo, che lo lascia in balìa del tasso che la banca deciderà di offrirgli tra dodici mesi.
La soluzione a cui arriva, parlando con un consulente indipendente, è più semplice di quanto si aspettasse: costruire una scala di BTP con scadenze scaglionate su dieci anni, in modo che ogni anno una tranche arrivi a scadenza e liberi liquidità, mentre il resto del capitale continua a incassare cedole a un tasso già bloccato oggi. Nessuna sorpresa, nessuna vendita forzata, tassazione al 12,5% invece che al 26%.
Cos’è un bond ladder
Un bond ladder è una scala di obbligazioni con scadenze distanziate nel tempo, costruita in modo che una tranche arrivi a scadenza a intervalli regolari, tipicamente ogni anno. Invece di investire tutto il capitale in un’unica obbligazione con un’unica scadenza, lo si suddivide in porzioni uguali, ciascuna allocata a un titolo con scadenza diversa.
Il meccanismo produce due effetti pratici. Primo: liquidità regolare, perché una parte del capitale torna disponibile ogni anno senza dover vendere nulla sul mercato secondario. Secondo: un rendimento medio bloccato su un orizzonte lungo, perché ogni tranche paga la cedola fissata al momento dell’acquisto, indipendentemente da come si muovono i tassi in seguito.
Per chi si trova in fase di decumulo, o semplicemente vuole un flusso di reddito prevedibile senza esposizione azionaria, la scala risolve un problema che un’unica obbligazione o un conto deposito non risolvono altrettanto bene: la prima lega tutto il capitale a un’unica data, il secondo espone l’intero importo al tasso che la banca deciderà di offrire al rinnovo.
Perché il BTP è il mattone naturale della scala
Per un investitore italiano, i titoli di Stato sono la scelta quasi obbligata per costruire una scala di questo tipo, per tre motivi concreti.
Tassazione agevolata. Cedole e plusvalenze in conto capitale dei BTP (e dei titoli equiparati, come i titoli di altri Stati UE e di enti sovranazionali “white list”) sono tassate al 12,5%, contro il 26% applicato a conti deposito e obbligazioni corporate. Su un orizzonte di dieci anni, questo divario non è un dettaglio: è la differenza principale tra due strumenti con lo stesso rendimento lordo.
Rischio di credito pari a zero se detenuto a scadenza. Chi acquista un BTP e lo tiene fino al rimborso incassa il valore nominale indipendentemente da come si muove il prezzo di mercato nel frattempo. Non esiste, per un investitore italiano, un rischio di credito più basso di quello dello Stato che emette la propria moneta di riferimento all’interno dell’area euro.
Liquidità e trasparenza del mercato. I BTP si scambiano sul MOT (Mercato Obbligazionario Telematico) di Borsa Italiana, con prezzi pubblici, spread contenuti sulle scadenze più liquide e la possibilità di vendere prima della scadenza, se necessario, a un prezzo di mercato osservabile in tempo reale.
Un’obbligazione corporate o un conto deposito possono in teoria offrire un tasso lordo più alto. Ma dopo l’imposta al 26%, il vantaggio si riduce quasi sempre, e in molti casi si inverte a favore del BTP, come mostra il confronto più avanti.
Come costruire una scala a dieci anni: passo per passo
Il procedimento è meccanico, e questo è parte del suo valore: una volta impostata, la scala richiede pochissima manutenzione.
1. Definire l’orizzonte e il numero di tranche. Per un pensionato con esigenze di reddito su dieci anni, la scelta naturale è dieci tranche, una per ogni scadenza da 1 a 10 anni. Chi ha un orizzonte più corto può costruire una scala su 5 o 7 anni con lo stesso principio.
2. Dividere il capitale in parti uguali. Su 100.000 euro e dieci tranche, si allocano 10.000 euro di valore nominale a ciascuna scadenza. La divisione in parti uguali semplifica la gestione e distribuisce il rischio di reinvestimento in modo omogeneo nel tempo.
3. Selezionare i BTP disponibili su ciascuna scadenza. Su Borsa Italiana sono normalmente disponibili BTP con scadenza a 1, 2, 3, 5, 7 e 10 anni, oltre a titoli con scadenze intermedie emessi in anni precedenti e ancora in circolazione. Per le scadenze non coperte da un’emissione precisa, si sceglie il titolo esistente più vicino alla scadenza target.
4. Acquistare tramite il MOT. L’acquisto avviene tramite il proprio broker o la propria banca, con un lotto minimo tipicamente di 1.000 euro di valore nominale. Al prezzo di acquisto si aggiunge il rateo di interessi maturato dall’ultima cedola, che verrà restituito alla prima cedola successiva.
5. Alla prima scadenza, reinvestire sulla decima posizione. Quando la tranche a 1 anno matura, il capitale liberato si reinveste in un nuovo BTP a 10 anni, ricostituendo la scala. In alternativa, se il capitale serve per spese correnti (fase di decumulo), si incassa semplicemente e non si reinveste: la scala si accorcia di un anno ogni volta, fino a esaurirsi.
Il risultato, una volta a regime, è un flusso di cedole distribuito su tutte le scadenze più un rimborso di capitale ogni anno, con il rendimento medio della scala bloccato sui tassi vigenti al momento di ciascun acquisto.
Rischio di reinvestimento contro rischio di duration
La scala non elimina il rischio: lo trasforma. Vale la pena essere precisi su cosa si guadagna e cosa si perde rispetto alle alternative.
Rischio di duration eliminato. Chi tiene ogni BTP fino a scadenza non subisce alcuna perdita legata alle oscillazioni di prezzo determinate dai movimenti dei tassi. Un aumento dei tassi di mercato fa scendere il prezzo di un’obbligazione con scadenza lontana, ma questo non riguarda chi non ha intenzione di vendere prima del rimborso.
Rischio di reinvestimento accettato. Ogni volta che una tranche matura, il capitale liberato va reinvestito ai tassi correnti in quel momento, che possono essere più bassi o più alti di quelli bloccati sulle altre tranche. Una scala distribuisce questo rischio su più anni invece di concentrarlo in un’unica data, ma non lo azzera: se i tassi scendono strutturalmente per un decennio, il rendimento medio della scala scende con loro, anno dopo anno.
Un ETF obbligazionario aggregato funziona all’opposto: nessun rischio di reinvestimento esplicito (il fondo lo gestisce internamente, in modo continuo), ma un’esposizione permanente al rischio di duration, perché il valore dell’ETF oscilla ogni giorno con i tassi di mercato e non esiste una data di “rimborso” a cui aggrapparsi.
Esecuzione pratica: MOT, lotto minimo, rateo
Comprare BTP per costruire una scala è un’operazione ordinaria per chiunque abbia un conto titoli presso una banca o un broker italiano.
Dove si comprano. Sul mercato primario, in fase di asta, per chi vuole il prezzo di emissione ed è disposto ad attendere le finestre di collocamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze; oppure sul mercato secondario (MOT), dove i titoli già in circolazione si scambiano quotidianamente a un prezzo osservabile in tempo reale, con la possibilità di scegliere esattamente la scadenza desiderata senza aspettare una nuova emissione.
Lotto minimo. Tipicamente 1.000 euro di valore nominale, ma alcuni titoli prevedono lotti minimi diversi: conviene sempre verificare le condizioni specifiche del titolo scelto prima di inviare l’ordine.
Rateo di interessi. Chi acquista un BTP tra due date di stacco cedola paga al venditore il rateo maturato dall’ultimo pagamento, un importo che rientra automaticamente alla cedola successiva. Non è un costo aggiuntivo: è semplicemente la quota di interesse già maturata che spetta a chi ha detenuto il titolo fino a quel momento.
Commissioni. Le commissioni di negoziazione sul MOT variano da broker a broker, generalmente in una fascia compresa tra pochi euro fissi e una percentuale minima del controvalore. Su una scala costruita una tantum, con dieci operazioni di acquisto, l’impatto complessivo sul rendimento è marginale.
Il confronto: 100.000 euro su dieci anni
Per capire quanto vale davvero la scala, conviene metterla a confronto con le due alternative più comuni per un pensionato che cerca reddito stabile: il rinnovo periodico di un conto deposito e un ETF obbligazionario aggregato.
Ipotesi di calcolo, rappresentative delle condizioni di mercato italiane nella seconda metà del 2026:
- Scala BTP: dieci tranche da 1 a 10 anni, con rendimenti lordi crescenti da 2,70% (1 anno) a 3,85% (10 anni), rendimento medio equiponderato 3,35% lordo
- Conto deposito: rinnovo ogni 24 mesi a un tasso medio stimato del 3,00% lordo
- ETF obbligazionario aggregato: YTM 3,60% lordo, TER 0,10%, rendimento netto lordo 3,50%
| Strumento | Rendimento lordo medio | Aliquota | Rendimento netto annuo | Reddito netto su 100.000 € |
|---|---|---|---|---|
| Scala BTP (1-10 anni) | 3,35% | 12,5% | ~2,93% | ~2.930 €/anno |
| Conto deposito (rolling 24 mesi) | 3,00% | 26% | ~2,22% | ~2.220 €/anno |
| ETF obbligazionario aggregato | 3,50% | ~26%* | ~2,59% | ~2.590 €/anno** |
$$r_{scala,,netto} = 3{,}35% \times (1 - 0{,}125) \approx 2{,}93%$$
$$r_{CD,,netto} = 3{,}00% \times (1 - 0{,}26) \approx 2{,}22%$$
* La componente governativa italiana nel portafoglio dell’ETF beneficia parzialmente del 12,5%, ma su un fondo obbligazionario globale questa quota resta marginale rispetto al totale.
** Il rendimento dell’ETF non è un flusso di cassa contrattuale: per incassarlo occorre vendere quote, esponendosi al prezzo di mercato del giorno della vendita, non a un valore di rimborso garantito.
Tre osservazioni emergono da questo confronto. La scala BTP batte il conto deposito di circa 700 euro l’anno su 100.000 euro, grazie soprattutto al vantaggio fiscale del 12,5%. L’ETF obbligazionario aggregato offre un rendimento netto teoricamente superiore alla scala, ma con una differenza sostanziale: quel rendimento è soggetto al prezzo di mercato del giorno in cui si decide di vendere, mentre la scala BTP, se detenuta a scadenza tranche per tranche, garantisce l’importo esatto pattuito all’acquisto. Per chi cerca prevedibilità più che il rendimento marginale più alto, questa differenza pesa più del divario di 0,34 punti percentuali.
Errori da evitare
Costruire la scala con un unico blocco di acquisti nello stesso giorno, senza verificare i prezzi. I titoli sul MOT hanno prezzi che si aggiornano in continuo: conviene controllare lo spread denaro-lettera prima di ogni ordine, soprattutto sulle scadenze meno liquide.
Dimenticare l’imposta di bollo. Come per ogni titolo detenuto in dossier, si applica lo 0,20% annuo sul controvalore complessivo della scala, non solo sulle cedole incassate. Va inclusa nel calcolo del rendimento netto complessivo.
Vendere una tranche prima della scadenza per necessità impreviste. Farlo espone quella singola tranche al rischio di prezzo che la scala, nel suo complesso, è costruita per evitare. Per questo motivo, una scala funziona meglio se affiancata da una riserva di liquidità separata per le emergenze, così da non dover mai smontare una tranche in anticipo.
Concentrare la scala su titoli poco liquidi per un decimale di rendimento in più. Un BTP fuori corso con scadenza vicina a quella desiderata ma scambiato raramente può comportare uno spread di acquisto più ampio, che erode il piccolo vantaggio di rendimento apparente.
Come Wallible aiuta a monitorare la scala
Una scala BTP, una volta costruita, richiede poca gestione attiva, ma è utile poter vedere in un solo colpo d’occhio il rendimento medio ponderato dell’intero blocco obbligazionario, insieme al resto del portafoglio. Wallible permette di caricare la composizione della scala accanto alle altre posizioni e verificare come contribuisce al rendimento atteso e al profilo di rischio complessivo, un aspetto particolarmente utile per chi sta pianificando la fase di decumulo e vuole capire quanta parte del proprio fabbisogno annuo è già coperta da flussi obbligazionari contrattualizzati rispetto a quanta dipende ancora dalla componente azionaria.
FAQ
Quanto capitale serve per costruire una scala BTP sensata?
Non esiste una soglia rigida, ma con il lotto minimo tipico di 1.000 euro per titolo, una scala su dieci scadenze richiede almeno 10.000 euro per avere una tranche per ogni anno. Con importi più bassi, conviene costruire una scala con meno tranche (ad esempio 3 o 5 anni) piuttosto che diluire eccessivamente il capitale.
Conviene una scala BTP rispetto a un unico BTP a lunga scadenza?
Dipende dall’obiettivo. Un unico BTP a dieci anni offre lo stesso rendimento bloccato ma nessuna liquidità intermedia: il capitale resta vincolato fino al rimborso, salvo vendita sul mercato secondario a un prezzo non garantito. La scala sacrifica una piccola parte di rendimento medio (le scadenze brevi rendono meno di quelle lunghe) in cambio di liquidità regolare e minore esposizione al rischio di prezzo in un singolo momento.
La scala BTP è adatta anche a chi non è ancora in pensione?
Sì. È una struttura utile per chiunque abbia un orizzonte di spesa noto, come un accantonamento per l’istruzione dei figli o un obiettivo di medio termine, non solo per i pensionati. Il principio, cedole bloccate e liquidità scaglionata, si applica a qualunque fabbisogno di reddito prevedibile su più anni.
Cosa succede se durante la vita della scala i tassi scendono molto?
Le tranche già acquistate mantengono il rendimento bloccato al momento dell’acquisto, indipendentemente da come si muovono i tassi in seguito. Solo il capitale che matura e viene reinvestito subisce il tasso di mercato del momento, più basso. Questo è precisamente il rischio di reinvestimento descritto sopra: la scala lo distribuisce nel tempo, ma non lo elimina del tutto.
È meglio comprare i BTP in asta o sul mercato secondario?
Entrambe le strade sono valide. L’asta offre il prezzo di emissione e, per i BTP Valore, un eventuale premio fedeltà per chi detiene fino a scadenza, ma richiede di attendere le finestre di collocamento. Il mercato secondario (MOT) permette di scegliere esattamente la scadenza desiderata in qualunque momento, a un prezzo che riflette le condizioni di mercato correnti.
Prossimo passo
Una scala BTP non è una strategia sofisticata: è un modo meccanico e disciplinato per trasformare un capitale in un flusso di reddito prevedibile, con il vantaggio fiscale dei titoli di Stato italiani e senza il rischio di credito che grava su altri strumenti obbligazionari.
Con Wallible puoi:
- Analizzare il tuo portafoglio e verificare come la componente obbligazionaria, inclusa una scala BTP, contribuisce al rendimento atteso e al rischio complessivo
- Confrontare conto deposito, BTP ed ETF obbligazionari nella guida conto deposito, BTP o ETF obbligazionari
- Approfondire la fase successiva con l’articolo sul decumulo del portafoglio in pensione , per capire come integrare la scala con la componente azionaria residua
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